La Bce torna ad alzare i tassi: stretta di 25 punti base dopo lo shock energetico

Primo rialzo dal settembre 2023. L’istituto di Francoforte porta il tasso sui depositi al 2,25%, rivede al ribasso le stime di crescita e alza quelle sull’inflazione per effetto delle tensioni in Medio Oriente

A cura di Redazione Redazione
11 giugno 2026 15:24
La Bce torna ad alzare i tassi: stretta di 25 punti base dopo lo shock energetico -
Condividi

La Banca Centrale Europea torna a stringere la politica monetaria. Al termine della riunione del Consiglio direttivo, l’istituto di Francoforte ha deciso di aumentare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, una mossa ampiamente attesa dai mercati dopo il nuovo shock energetico legato alla guerra tra Stati Uniti e Iran.

Si tratta del primo rialzo dei tassi dal settembre 2023 e segna un cambio di rotta rispetto alla fase di allentamento monetario che aveva caratterizzato gli ultimi mesi. Il tasso sui depositi sale dal 2% al 2,25%, mentre quello sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,15% al 2,40%. In aumento anche il tasso sui prestiti marginali, che viene portato dal 2,40% al 2,65%.

La decisione riflette le crescenti preoccupazioni per l’andamento dei prezzi dell’energia, tornati sotto pressione a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e delle incertezze sulle forniture globali di petrolio e gas. Secondo la Bce, il rischio di una nuova fiammata inflazionistica impone un atteggiamento più prudente sul fronte monetario.

Contestualmente, l’istituto ha aggiornato le proprie previsioni economiche. Le stime sulla crescita dell’Eurozona sono state ulteriormente riviste al ribasso, con il prodotto interno lordo atteso ora in aumento dello 0,8% nel 2026. Al contrario, le previsioni sull’inflazione sono state corrette verso l’alto: per il 2026 il dato medio è indicato al 3%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.

La scelta della Bce evidenzia il difficile equilibrio tra la necessità di contenere le pressioni inflazionistiche e quella di sostenere un’economia europea che continua a mostrare segnali di debolezza. I mercati guarderanno ora alle prossime mosse dell’istituto per capire se il rialzo deciso oggi rappresenti un intervento isolato o l’inizio di una nuova fase di restrizione monetaria.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma