Israele-Libano, nuovi raid nonostante la tregua: almeno 6 morti. In Israele cresce il malcontento su Netanyahu
Colpite più di dieci località nel sud del Libano dopo la mezzanotte
Proseguono gli attacchi israeliani nel Libano meridionale nonostante l’annuncio, nelle ore precedenti, di un nuovo cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Secondo quanto riferito dall’esercito libanese, i raid avrebbero colpito oltre una decina di località tra la notte e la mattinata, causando almeno sei vittime, tra cui un militare. Le autorità locali parlano di “martirio” nel bilancio degli attacchi.
La situazione sul terreno resta quindi estremamente instabile, con episodi di violazione della tregua che si susseguono a poche ore dall’annuncio dell’intesa. Le aree colpite si trovano principalmente nel sud del Paese, già da mesi epicentro dello scontro tra le forze israeliane e Hezbollah, in un contesto di crescente tensione regionale.
Da parte israeliana non sono stati diffusi dettagli immediati sulle ultime operazioni, mentre il quadro complessivo resta quello di una fragile de-escalation che fatica a tradursi in un reale cessate il fuoco operativo.
Sul fronte interno israeliano, intanto, emerge un segnale politico significativo per il primo ministro Benjamin Netanyahu. Un sondaggio condotto da Channel 12 indica che il 59% degli intervistati ritiene che il premier dovrebbe lasciare la politica e non ricandidarsi. Il dato riflette un clima di crescente polarizzazione e insoddisfazione nell’opinione pubblica israeliana, in un momento segnato da guerra, tensioni regionali e forti pressioni internazionali.
La combinazione tra instabilità militare sul confine nord e tensioni politiche interne continua così a pesare sul governo israeliano, mentre la tregua annunciata con Hezbollah appare già messa alla prova dai nuovi sviluppi sul campo.