Iran-Usa, slitta la firma dell’accordo: Hormuz resta chiuso. Trump: “Non ho fretta”
Teheran minaccia di far saltare l’intesa senza lo sblocco dei beni congelati. Rubio ottimista: “Possibile accordo già oggi”. Petrolio in calo oltre il 5%
Slitta la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti e, per il momento, lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Secondo fonti dei media americani, Washington e Teheran avrebbero raggiunto un’intesa di principio, ma serviranno ancora alcuni giorni per definire i dettagli finali.
Il presidente americano Donald Trump ha frenato sulle tempistiche: “Non c’è fretta, il tempo è dalla nostra parte”. Dall’altra parte, però, Teheran alza il tono e avverte che l’intesa potrebbe saltare se gli Stati Uniti continueranno a opporsi ad alcune clausole chiave, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero.
Secondo l’intelligence americana, a rallentare i negoziati sarebbe anche la difficoltà di comunicare con la guida suprema Ali Khamenei, che si troverebbe in un luogo sicuro e protetto. Più ottimista il segretario di Stato Marco Rubio, secondo cui un accordo potrebbe arrivare “già oggi”, ribadendo comunque il diritto di Israele “a difendersi”.
Sul fronte economico, i mercati reagiscono con un forte calo del prezzo del petrolio, in discesa di oltre il 5% sull’ipotesi di una prossima intesa. Trump ha inoltre invitato i Paesi arabi ad aderire agli Accordi di Abramo nel caso in cui venga raggiunto il patto con Teheran.
Intanto resta alta la tensione anche nel Mediterraneo. Una portavoce della Freedom Flotilla ha riferito che un gruppo di attivisti, tra cui due italiani, sarebbe stato fermato in Libia durante trattative a un checkpoint controllato dalle milizie vicine al generale Haftar. La Farnesina ha attivato verifiche diplomatiche.
In Israele continua infine lo scontro politico sulle accuse di torture durante il sequestro di una spedizione diretta a Gaza. Il presidente Isaac Herzog ha denunciato “un processo di imbestialimento”, mentre il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha respinto ogni accusa definendola “infondata”.