Iran sotto attacco, operazione congiunta di Israele e Stati Uniti
Trump e Netanyahu: “Ribellatevi al regime”. Tajani: “Colpita base in Kuwait con 300 italiani, nessun ferito”
È scattata nella notte l’operazione militare congiunta tra Israele e Stati Uniti contro Teheran, denominata “Ruggito del Leone” e condotta via aria e mare. Colonne di fumo si sono alzate su diversi quartieri della capitale iraniana, mentre esplosioni sono state segnalate anche a Dubai.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese. Il presidente americano Donald Trump ha parlato di “importanti operazioni di combattimento” per “difendere gli americani eliminando minacce imminenti del regime iraniano” e, insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha invitato il popolo iraniano a ribellarsi. “Voglio la libertà per il popolo iraniano”, ha aggiunto Trump al Washington Post.
Secondo fonti citate da Reuters, la Guida Suprema Ali Khamenei sarebbe stata trasferita in un luogo sicuro. Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha assicurato che “è tutto sotto il controllo del governo”. Teheran ha intanto annunciato un nuovo lancio di missili contro Israele.
Sul fronte italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che una base in Kuwait con circa 300 militari italiani è stata colpita, ma senza feriti, ribadendo che “Teheran non può avere l’arma nucleare”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione con i vertici del governo e dell’intelligence, invitando gli italiani alla massima prudenza e rinnovando la vicinanza alla popolazione civile iraniana.
Dure reazioni anche sul piano internazionale. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha accusato Trump di agire fuori dal diritto internazionale, mentre l’Onu, attraverso l’Alto Commissario Volker Türk, ha condannato sia l’attacco sia la controffensiva iraniana, chiedendo una de-escalation immediata e la ripresa dei negoziati.
Il rischio ora è un allargamento del conflitto in tutto il Medio Oriente, con scenari ancora imprevedibili.