Iran: risposta agli Usa via Pakistan, ma Teheran non si arrende
Pezeshkian avverte che i colloqui non significano resa. La guida suprema Khamenei impartisce nuove direttive militari al capo delle forze armate
Teheran ha trasmesso oggi ai mediatori pakistani la propria risposta all'ultima proposta avanzata dagli Stati Uniti per porre fine al conflitto in corso. La notizia è stata diffusa dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, che non ha fornito ulteriori dettagli sul contenuto della comunicazione.
«Non ci piegheremo mai al nemico. Avviare colloqui non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali.» — Masoud Pezeshkian, Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran
Il presidente Pezeshkian ha voluto chiarire la posizione di Teheran davanti all'opinione pubblica interna, sottolineando che l'apertura ai negoziati non va interpretata come un cedimento strategico. Le sue parole mirano a tenere unito il fronte interno in un momento di forte pressione diplomatica e militare.
Sul fronte della catena di comando, la televisione di Stato iraniana ha riferito che il generale Ali Abdollahi, capo delle forze armate, ha incontrato la guida suprema Mojtaba Khamenei. Quest'ultimo non appariva pubblicamente dal marzo scorso, data della sua nomina. Dall'incontro sarebbero emerse nuove direttive operative per la prosecuzione delle azioni militari contro il nemico, senza ulteriori specificazioni.
Il ricorso al Pakistan come canale diplomatico intermedio conferma il ruolo di Islamabad quale interlocutore privilegiato in questa fase delle trattative, sullo sfondo di una crisi che continua a intrecciarsi con gli equilibri regionali e le ambizioni nucleari di Teheran.