Iran, proposta agli Stati Uniti: riaprire lo Stretto di Hormuz e poi negoziare sul nucleare

Sforzi diplomatici in corso mentre Teheran guarda a Mosca: il ministro Araghchi incontra Putin a San Pietroburgo

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 aprile 2026 07:11
Iran, proposta agli Stati Uniti: riaprire lo Stretto di Hormuz e poi negoziare sul nucleare - © Ansa
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L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per affrontare la crisi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale, suggerendo una riapertura immediata della via marittima come primo passo verso una successiva ripresa dei negoziati sul programma nucleare di Teheran.

Secondo quanto riportato da Axios, il piano iraniano prevede che le discussioni sul dossier nucleare vengano avviate solo in una fase successiva, subordinata alla fine delle tensioni nello stretto e alla revoca del blocco imposto dagli Stati Uniti. La proposta, spiegano fonti citate dal media statunitense, “si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense”, indicando una strategia graduale volta a ridurre le tensioni prima di affrontare i nodi più complessi.

Nel frattempo, si intensificano i contatti diplomatici di Teheran con i suoi alleati. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova a San Pietroburgo per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Il colloquio, secondo osservatori internazionali, potrebbe rafforzare il coordinamento tra Iran e Russia su diversi dossier, inclusa la sicurezza regionale e le trattative con l’Occidente.

La situazione nello Stretto di Hormuz resta estremamente delicata: circa un quinto del petrolio mondiale transita da questo passaggio, rendendolo un punto nevralgico per l’economia globale. Qualsiasi escalation o blocco prolungato rischierebbe di avere ripercussioni significative sui mercati energetici e sulla stabilità geopolitica.

La proposta iraniana rappresenta dunque un tentativo di riaprire il dialogo con Washington, pur mantenendo una linea negoziale che separa la gestione immediata della crisi marittima dalle questioni più ampie legate al nucleare. Resta da vedere quale sarà la risposta degli Stati Uniti e se si aprirà uno spiraglio concreto per una de-escalation nella regione.

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