Iran apre ai colloqui con gli Stati Uniti, ma avverte: “Niente minacce”
Pressione dagli Emirati Arabi Uniti: “Teheran raggiunga un accordo entro oggi”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incaricato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi di valutare la possibilità di avviare colloqui con gli Stati Uniti, ponendo però condizioni precise: il dialogo potrà procedere solo in un clima privo di minacce e fondato sull’equità e sulla tutela degli interessi nazionali iraniani.
La mossa arriva in un momento di forte pressione diplomatica nella regione. Gli Emirati Arabi Uniti hanno infatti esortato Teheran a compiere un passo decisivo “entro oggi”, invitando la Repubblica islamica a ricostruire le proprie relazioni con Washington e a cogliere l’opportunità di un’intesa che possa contribuire alla stabilità del Golfo.
Secondo fonti diplomatiche, l’apertura di Pezeshkian rappresenta un segnale significativo dopo anni di tensioni, ma resta subordinata alla disponibilità statunitense a un confronto privo di imposizioni. Araghchi, figura esperta nei negoziati internazionali, dovrà ora valutare margini e condizioni per un eventuale tavolo di dialogo.
La comunità internazionale osserva con attenzione: un riavvicinamento tra Iran e Stati Uniti potrebbe avere ripercussioni rilevanti sugli equilibri regionali, sul dossier nucleare e sulle dinamiche di sicurezza nel Medio Oriente.