Iran alza il tiro, Teheran minaccia gli Stati Uniti

Il comandante Abdollahi promette una risposta "decisiva", il consigliere di Khamenei paventa l'offensiva totale. Ombre sulla Guida Suprema, riflettori sulla fortezza di Qeshm

A cura di Glauco Valentini Redazione
19 luglio 2026 11:38
Iran alza il tiro, Teheran minaccia gli Stati Uniti -
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Cresce la tensione tra Iran e Stati Uniti, con Teheran che moltiplica gli avvertimenti a Washington nel pieno della nuova fase di scontro nel Golfo. Il comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, ha dichiarato che l'Iran risponderà in modo "immediato e decisivo" a qualsiasi nuova azione ostile, sostenendo che Teheran manterrebbe il vantaggio militare anche nella gestione dello Stretto di Hormuz.

Sul fronte politico-militare, il generale Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha rincarato la dose in un'intervista alla televisione di Stato: se gli attacchi statunitensi dovessero proseguire ancora per due o tre giorni, ha avvertito, l'Iran entrerà in una fase di "operazioni offensive su vasta scala", colpendo direttamente basi e soldati americani anche oltre i confini politici iraniani.

Resta invece avvolta nel mistero la condizione di Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali alla guida della Repubblica islamica dopo l'uccisione di quest'ultimo in un raid israelo-americano lo scorso 28 febbraio. Da mesi il nuovo leader supremo non appare in pubblico né diffonde messaggi diretti, alimentando voci — rilanciate anche da fonti di sicurezza israeliane — su ferite riportate durante la guerra e su una sua presunta permanenza in un luogo segreto, di cui non è chiara l'ubicazione esatta.

Sullo sfondo dello scontro resta poi il nodo strategico dell'isola di Qeshm, definita dagli analisti una vera e propria "portaerei inaffondabile" iraniana nello Stretto di Hormuz. Sotto la sua superficie si snoderebbe una rete di gallerie e installazioni sotterranee che l'intelligence occidentale ritiene ospitino batterie missilistiche costiere e mezzi da guerra asimmetrica, rendendo l'isola uno dei punti più delicati per il controllo del traffico petrolifero globale che transita nello stretto.

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