Intesa UE sull'AI Omnibus: stop ai deepfake non consensuali e alla pedopornografia
Il trilogo tra Consiglio e Parlamento europeo approva il pacchetto di semplificazione dell'AI Act. Nessun accordo, invece, sui dazi con Washington: le parti si aggiornano al 19 maggio
L'Unione Europea compie un nuovo passo nella governance dell'intelligenza artificiale. Il trilogo tra il Consiglio dell'UE e il Parlamento europeo ha raggiunto un'intesa sull'AI Omnibus, la proposta contenuta nel settimo pacchetto di semplificazione del regolamento sull'intelligenza artificiale. L'accordo introduce norme più stringenti sulle pratiche considerate ad alto rischio per i diritti fondamentali dei cittadini.
Il testo concordato vieta esplicitamente l'uso di sistemi di intelligenza artificiale per generare contenuti sessuali e intimi non consensuali — i cosiddetti deepfake — nonché qualsiasi forma di materiale pedopornografico. Si tratta di una delle misure più attese da associazioni per la tutela delle vittime e da organismi di vigilanza digitale, che da anni chiedevano norme europee chiare in questo ambito.
Il divieto ai sistemi AI di produrre contenuti intimi non consensuali segna un punto di svolta nella tutela della dignità digitale in Europa.
Il pacchetto di semplificazione mira a rendere più agile l'applicazione dell'AI Act, riducendo gli oneri burocratici per le imprese — soprattutto le piccole e medie — senza allentare le tutele previste per i cittadini. L'intesa raggiunta in sede di trilogo dovrà ora essere formalizzata e sottoposta al voto delle istituzioni competenti prima di entrare in vigore.
Dazi UE-USA · Il negoziato si arena
Sul fronte commerciale, la giornata si è chiusa invece in modo più interlocutorio. Dopo oltre cinque ore di trattative intense, i negoziatori dell'Unione Europea e degli Stati Uniti non sono riusciti a raggiungere un'intesa sui dazi. Le parti hanno deciso di aggiornarsi al 19 maggio, lasciando aperta la partita su uno dei dossier commerciali più delicati degli ultimi anni.
La mancata conclusione delle trattative alimenta l'incertezza sui mercati, che attendevano segnali di distensione dopo mesi di tensioni transatlantiche. Gli osservatori restano divisi sull'esito: c'è chi intravede spazi per un accordo entro la scadenza indicata e chi teme che le distanze tra le posizioni rimangano difficili da colmare nel breve termine.