Intercettazione in mare, accuse di abusi: tensione tra attivisti e forze militari
Sbarco a Creta dopo il fermo in acque internazionali, circa 60 persone avviano lo sciopero della fame
Gli attivisti della Global Sumud Flotilla, giunti a Creta dopo essere stati intercettati in acque internazionali da forze israeliane, denunciano di aver subito circa 40 ore di abusi durante la permanenza a bordo di una nave militare. In un comunicato diffuso dal gruppo si parla di condizioni difficili, con cibo e acqua insufficienti e dormitori descritti come allagati.
Secondo le testimonianze, durante le operazioni di fermo si sarebbero verificati episodi di violenza fisica. Alcuni attivisti riferiscono di aver riportato ferite e lesioni, tra cui contusioni e, in alcuni casi, fratture. Vengono inoltre segnalati momenti di forte tensione con il personale militare.
Una volta sbarcati a Creta, gli attivisti sostengono di essere stati trattenuti dalle autorità greche a bordo di autobus, senza possibilità di muoversi liberamente. In segno di protesta per il trattamento ricevuto, circa 60 persone avrebbero avviato uno sciopero della fame.
Al momento non risultano conferme indipendenti delle accuse, né dichiarazioni ufficiali complete da parte delle autorità coinvolte.