Insegnanti ebrei rinunciano a viaggio studio a Reggio Emilia: dovevano firmare dichiarazione su Gaza

Il Paradigm Project annulla il viaggio di studio sul Metodo Reggio Emilia. Meghnagi accusa il Comune di antisemitismo e chiede le dimissioni della giunta. Il sindaco Massari respinge le contestazioni

A cura di Redazione Redazione
11 ottobre 2026 15:08
Insegnanti ebrei rinunciano a viaggio studio a Reggio Emilia: dovevano firmare dichiarazione su Gaza -
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Cento insegnanti ebrei provenienti da Israele e dagli Stati Uniti hanno annullato un viaggio di studio a Reggio Emilia dopo la richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di presa di distanza dall'occupazione israeliana di Gaza. La vicenda, riportata da Repubblica sulla base di quanto riferito dal portale Jewish Insider, ha aperto un duro confronto politico e istituzionale, con accuse di antisemitismo da parte del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, e la replica del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari.

La delegazione del Paradigm Project avrebbe dovuto partecipare, da oggi a venerdì, a un programma di approfondimento del cosiddetto Metodo Reggio Emilia, un approccio pedagogico per la prima infanzia adottato anche da numerose scuole materne ebraiche. Il progetto era stato concepito per consentire agli insegnanti di conoscere da vicino le pratiche educative sviluppate nel sistema reggiano.

Secondo quanto ricostruito, l'iniziativa sarebbe stata contestata da alcuni genitori legati a Reggio Children, che avrebbero sollevato dubbi sulle posizioni di alcuni partecipanti rispetto alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Da qui la richiesta di firmare una dichiarazione nella quale si affermava: "Prendo le distanze dall'occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati e in ogni altra parte del mondo".

Il Paradigm Project ha giudicato inaccettabile la richiesta e ha deciso di rinunciare alla visita. Pesha Kletenik, responsabile della Manhattan Day School e tra le educatrici che avrebbero dovuto partecipare, ha dichiarato che le identità dei docenti erano state rese pubbliche e che i loro profili social, personali e istituzionali, erano stati esaminati e presentati come prova del loro sostegno a Israele e alle Forze di difesa israeliane.

In una lettera inviata a Reggio Children il 7 ottobre, l'organizzazione ha spiegato che il viaggio aveva esclusivamente finalità formative. Perché l'esperienza potesse svolgersi come previsto, sarebbe stato necessario un "ambiente sereno e aperto". "Nell'attuale clima, non crediamo che i nostri educatori avrebbero potuto vivere l'esperienza per come era stata concepita", si legge nella comunicazione. Il gruppo ha comunque espresso la speranza che il rapporto con Reggio Children non sia compromesso e ha manifestato la volontà di proseguire il dialogo per valutare una futura collaborazione.

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha definito grave la rinuncia della delegazione, sostenendo che una città impegnata sui temi dell'inclusione e del dialogo non dovrebbe permettere che il confronto educativo venga condizionato dalle contrapposizioni ideologiche.

Durissimo l'intervento di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, che ha accusato l'amministrazione reggiana di aver preteso una presa di posizione politica da insegnanti in quanto ebrei. Meghnagi ha parlato di una "schedatura su base razziale" e ha paragonato i metodi adottati da alcuni Comuni emiliani a quelli di Joseph Goebbels e del gerarca fascista Roberto Farinacci.

Il presidente della Comunità ebraica milanese ha quindi denunciato un presunto episodio di antisemitismo e chiesto le dimissioni dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia.

Alle accuse ha risposto il sindaco Marco Massari, che ha respinto con fermezza ogni addebito di discriminazione. "Le dichiarazioni di Walker Meghnagi ci sorprendono. Respingiamo con fermezza le accuse di antisemitismo rivolte al Comune di Reggio Emilia, che non corrispondono in alcun modo ai nostri valori, alla nostra storia e alle ragioni del nostro impegno educativo", ha dichiarato.

Il primo cittadino ha auspicato che le contestazioni siano dovute a informazioni incomplete e che sia possibile chiarire gli eventuali equivoci senza sovrapporre al confronto educativo valutazioni di natura politica.

Massari ha inoltre precisato che Reggio Emilia continua ad accogliere le scuole e ha annunciato che avrebbe accolto personalmente una delegazione di scuole israeliane in visita in città. "Ci sembra importante non confondere una richiesta di tutela dei diritti dei bambini con una discriminazione su base religiosa o etnica", ha aggiunto.

Secondo il sindaco, la Carta di Reggio Children per un'educazione democratica e partecipata rappresenta l'impegno della città a promuovere luoghi educativi aperti, fondati sul dialogo, sul rispetto dei diritti, sulla pace e sul rifiuto di ogni forma di discriminazione. "La Carta non chiede a nessuno di rispondere in quanto ebreo, israeliano o appartenente a qualsiasi altra comunità. Chiede a chi partecipa a un percorso educativo di condividere principi universali di rispetto e protezione dell'infanzia", ha sottolineato.

Massari ha infine ribadito la disponibilità dell'amministrazione a proseguire il confronto con gli insegnanti delle scuole ebraiche americane che hanno scelto di non partecipare alla visita, con l'obiettivo di rendere possibile una nuova occasione di incontro.

"Il dialogo resta aperto con gli insegnanti delle scuole ebraiche americane che hanno scelto di non venire a Reggio Emilia", ha affermato il sindaco, invitando a non strumentalizzare la vicenda e criticando la trasformazione di un confronto sui valori educativi in uno scontro identitario.

"Reggio Emilia continuerà a essere una città aperta, antifascista e impegnata contro ogni forma di antisemitismo, razzismo, violenza, guerra e discriminazione", ha concluso Massari, ribadendo la volontà di proseguire il dialogo anche in presenza di posizioni differenti.

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