Incendi alle ambulanze ebraiche a Londra: incriminati tre giovani tra i 17 e i 20 anni
L’attacco del 23 marzo considerato un crimine d’odio antisemita. Prosegue l’indagine dell’antiterrorismo
Tre giovani di 20, 19 e 17 anni sono stati formalmente incriminati nell’ambito dell’indagine condotta dall’unità antiterrorismo di Londra sugli incendi dolosi che, il 23 marzo, hanno distrutto quattro ambulanze appartenenti alla comunità ebraica della capitale britannica.
I britannici Hamza Iqbal e Rehan Khan, insieme a un 17enne di origine britannico‑pakistana, devono rispondere dell’accusa di “incendio doloso con rischio per la vita”, una delle fattispecie più gravi previste dal diritto penale inglese.
Secondo gli investigatori, i mezzi — utilizzati per servizi sanitari e di emergenza all’interno della comunità — sarebbero stati presi di mira in un’azione coordinata nelle prime ore del mattino. Le fiamme hanno completamente distrutto i veicoli, senza provocare vittime.
La polizia metropolitana ha definito l’attacco un “crimine d’odio antisemita”, pur precisando che, allo stato attuale, non è stato classificato come atto di terrorismo. Le indagini restano comunque affidate all’antiterrorismo per la natura sensibile del bersaglio e per la possibile matrice ideologica.
Altri due uomini erano stati fermati il 25 marzo e successivamente rilasciati su cauzione, mentre gli inquirenti continuano a ricostruire movente, dinamiche e eventuali collegamenti con gruppi estremisti.