Il governo impugna la legge del Veneto, spaccatura nella Lega
Salvini non partecipa al voto in Consiglio dei ministri, Calderoli si esprime contro. Tajani: "Serve un intervento del Parlamento"
Il governo ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge del Veneto sul suicidio medicalmente assistito, aprendo un nuovo fronte di tensione nella maggioranza. La decisione ha evidenziato le divisioni soprattutto nella Lega: il vicepremier Matteo Salvini non ha partecipato al voto in Consiglio dei ministri, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha votato contro l'impugnazione.
La normativa veneta, voluta durante la presidenza di Luca Zaia e approvata dal Consiglio regionale, disciplina le procedure per l'assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito. Il governatore Alberto Stefani si è detto fiducioso sull'esito del giudizio: «La nostra legge supererà il vaglio della Consulta». Anche Zaia ha rivendicato la scelta dell'assemblea regionale, ricordando di averla personalmente sostenuta e votata.
Nel corso della riunione, il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha chiesto che la materia venga regolamentata dal Parlamento, facendo mettere a verbale la posizione del suo partito. Un richiamo che si inserisce nel dibattito già aperto dalla Corte costituzionale, che in più occasioni ha sollecitato il legislatore nazionale a intervenire su una materia tanto delicata.