"Il cuore artificiale poteva salvarlo": nuova svolta nel caso Domenico Caliendo

La perizia disposta dal Gip: con il Berlin Heart oltre il 70% di possibilità di successo. La famiglia chiede di valutare l'omicidio volontario

A cura di Redazione Redazione
11 settembre 2026 15:55
"Il cuore artificiale poteva salvarlo": nuova svolta nel caso Domenico Caliendo - © Ansa
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Una svolta nell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo il fallimento di un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all'ospedale Monaldi. Secondo la perizia depositata dai consulenti nominati dal Gip, l'organo trapiantato, arrivato da Bolzano, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto a causa del ghiaccio secco usato come refrigerante.

Ma il punto più grave riguarda la gestione post-operatoria: se entro 72 ore dall'intervento fallito il bambino fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, sarebbe stato ritrapiantabile con una percentuale di riuscita di oltre il 70%. Una possibilità che, secondo i periti, non sarebbe stata sfruttata: il vero errore sarebbe stato collegare il piccolo paziente a un macchinario (Ecmo) invece che al Berlin Heart.

L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha chiesto alla Procura di valutare l'ipotesi di contestare l'omicidio volontario invece di quello colposo.

Al momento risultano sette i medici indagati per la morte del bambino.

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