Hormuz, tensione sul petrolio: Trump attacca l’Iran, Washington frena Israele sul Libano

Scontro diplomatico tra Usa e Teheran sul traffico nello stretto. Netanyahu apre ai negoziati con Beirut ma esclude una tregua con Hezbollah

A cura di Glauco Valentini Redazione
10 aprile 2026 07:38
Hormuz, tensione sul petrolio: Trump attacca l’Iran, Washington frena Israele sul Libano -
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Si riaccende la tensione internazionale attorno allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale, mentre si intrecciano crisi parallele tra Medio Oriente e diplomazia globale. Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro attacco contro Teheran, accusandola di una gestione “pessima” del transito petrolifero nella regione.

Secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca, l’Iran avrebbe deciso di limitare il passaggio a non più di 15 navi al giorno, una misura che rischia di avere ripercussioni significative sui mercati energetici internazionali. “Non è questo l’accordo che abbiamo”, ha affermato Trump, sottolineando come la decisione iraniana rappresenti una violazione degli equilibri negoziati.

Parallelamente, Washington sta cercando di contenere l’escalation sul fronte libanese. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Israele una de-escalation delle operazioni militari, nel tentativo di evitare un allargamento del conflitto nella regione. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha aperto alla possibilità di negoziati con Beirut, pur mantenendo una linea dura nei confronti di Hezbollah: “Nessuna tregua”, ha ribadito.

Le operazioni militari israeliane hanno suscitato una forte reazione internazionale. Diverse cancellerie europee hanno espresso condanna per i raid, unite da posizioni critiche anche da parte di Russia, Turchia e Pakistan. Proprio Islamabad si prepara a ospitare nel fine settimana un nuovo round di colloqui tra le delegazioni di Teheran e Washington.

A guidare il team americano sarà il vicepresidente JD Vance, in un tentativo diplomatico che punta a ridurre le tensioni sia sul fronte energetico sia su quello militare. Resta però alta l’incertezza su un possibile allentamento della crisi, mentre gli equilibri regionali appaiono sempre più fragili.

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