Hormuz paralizzato, migliaia di marittimi bloccati: tensione globale sul petrolio
Salgono i prezzi dell’energia mentre cresce il rischio geopolitico. Oggi atteso a Mosca l’incontro tra Teheran e il Cremlino
Sono circa 2.400 i marittimi bloccati a bordo di oltre 105 petroliere nello Stretto di Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali. A riportarlo è la BBC, citando i dati forniti da un’associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera.
La situazione si inserisce in un contesto di crescente tensione internazionale. L’Iran ha infatti dichiarato che il passaggio marittimo, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale, non può essere riaperto a causa delle “flagranti violazioni del cessate il fuoco” attribuite a Stati Uniti e Israele.
Le conseguenze economiche non si sono fatte attendere. Il prezzo del petrolio ha registrato un’impennata, raggiungendo i 108 dollari al barile, alimentando timori di nuove pressioni inflazionistiche e instabilità nei mercati energetici internazionali.
Sul fronte diplomatico, è previsto per oggi a Mosca un incontro ad alto livello tra il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian Araghchi e il presidente russo Vladimir Putin. Il colloquio potrebbe rappresentare un passaggio chiave per tentare di ridurre le tensioni e sbloccare una crisi che minaccia non solo la sicurezza regionale, ma anche l’equilibrio economico globale.
Nel frattempo, le petroliere restano ferme e migliaia di lavoratori del mare continuano ad attendere sviluppi, mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione uno dei punti più sensibili del commercio energetico internazionale.