Hormuz, crollano i transiti marittimi: merci ferme per quasi 24 miliardi di dollari
Il report di Assoporti e Srm segnala un calo dell’89% dei passaggi nello Stretto di Hormuz. Migliaia di navi bloccate nel Golfo, cresce l’allarme per le catene globali di approvvigionamento
Le tensioni geopolitiche nell’area dello Stretto di Hormuz stanno provocando pesanti ripercussioni sul commercio marittimo internazionale. Secondo il nuovo report “Port Infographics” realizzato da Assoporti e Srm, i transiti giornalieri nello strategico corridoio energetico sono diminuiti dell’89% nel giro di pochi mesi.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi del commercio mondiale: attraverso questo passaggio transitano infatti il 37% del petrolio movimentato via mare e il 28% del Gpl globale. La drastica riduzione dei traffici sta quindi generando forti preoccupazioni per la stabilità delle forniture energetiche e delle catene logistiche internazionali.
Il report evidenzia inoltre che quasi 1.000 navi risultano attualmente ferme nel Golfo, con merci trasportate dal valore complessivo stimato in circa 23,7 miliardi di dollari. Una situazione che rischia di avere conseguenze rilevanti sui mercati globali e sui costi del trasporto marittimo.