Garlasco, la Procura: “Sempio cercò l’annientamento furioso di Chiara”
Nuovi dettagli dall’interrogatorio: al centro anche un video intimo custodito dalla vittima
La Procura di Pavia rafforza l’impianto accusatorio nei confronti di Andrea Sempio nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Durante l’interrogatorio del 6 maggio, al quale l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, i magistrati hanno contestato una ricostruzione particolarmente dura del delitto.
Secondo i pm, dopo il rifiuto opposto da Chiara a un approccio sessuale, Sempio avrebbe reagito con “un’aggressione cieca e sproporzionata”, concentrando la violenza sul volto e sulla testa della giovane “come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”.
Intanto, dagli accertamenti tecnici emerge che la cosiddetta “traccia 33” sarebbe stata attribuita a Sempio dopo quattro controlli incrociati effettuati dagli investigatori.
Nelle ultime ore sono emersi anche nuovi elementi dalle dichiarazioni di Marco Poggi, fratello della vittima, ascoltato nuovamente dai magistrati pavesi. Poggi si sarebbe detto sorpreso che l’amico conoscesse l’esistenza di un video intimo della sorella, affermando che “l’unica spiegazione plausibile” sarebbe che Sempio abbia preso una chiavetta Usb dalla camera di Chiara portandola poi a casa.