Hamas frena sul piano degli Stati Uniti per Gaza
“Prima la fine dell’aggressione israeliana”: l’organizzazione respinge l’avvio di discussioni politiche senza un cessate il fuoco totale
Hamas ha respinto l’idea di avviare discussioni sul futuro della Striscia di Gaza senza una “cessazione totale dell’aggressione israeliana”. La posizione arriva all’indomani della prima riunione a Washington del Board of Peace, l’organismo voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per definire un nuovo percorso politico e di sicurezza per l’area.
Durante l’incontro, la Casa Bianca ha annunciato un piano che prevede un fondo da 10 miliardi di dollari e il coinvolgimento di contingenti militari provenienti da cinque Paesi, con l’obiettivo dichiarato di stabilizzare Gaza e avviare un processo di ricostruzione.
In una nota diffusa nelle ultime ore, Hamas ha ribadito che qualsiasi processo politico o accordo riguardante Gaza e il popolo palestinese deve partire da condizioni imprescindibili: la fine completa delle operazioni militari israeliane, la revoca del blocco sulla Striscia, il riconoscimento dei diritti nazionali dei palestinesi, inclusi libertà e autodeterminazione.
Secondo l’organizzazione, solo dopo il raggiungimento di queste condizioni sarà possibile discutere di governance, sicurezza e prospettive future per il territorio.
La posizione di Hamas rappresenta un ostacolo significativo ai piani statunitensi, che puntano a costruire un consenso internazionale attorno a un nuovo assetto per Gaza. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il Board of Peace riuscirà a trovare un terreno comune tra le parti coinvolte e a trasformare le proposte iniziali in un percorso politico condiviso.