Guerra totale tra Uefa e Fifa: l'Europa boicotta tutte le competizioni
Le 55 federazioni europee respingono all'unanimità il piano di Infantino per vendere quote del Mondiale a investitori privati. "Il calcio non è in vendita", la posizione compatta di Ceferin
È scontro aperto tra Uefa e Fifa. Le 55 federazioni affiliate alla confederazione europea hanno deciso all'unanimità di boicottare tutte le competizioni organizzate dalla Fifa, finché non verrà ritirato il progetto del presidente Gianni Infantino di cedere una quota della nuova società che dovrebbe gestire i diritti commerciali del Mondiale a investitori esterni.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, la proposta prevederebbe la vendita di una quota di minoranza di una nuova entità commerciale, valutata attorno ai 20 miliardi di dollari, per attirare capitali privati e valorizzare il successo economico dell'ultimo Mondiale.
La risposta dell'Uefa, arrivata al termine di un vertice d'emergenza, non lascia spazio a fraintendimenti: "La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento", si legge nella nota ufficiale, che sottolinea come il trofeo sia patrimonio costruito da generazioni di giocatori e tifosi, e come nessuna sua parte debba finire in mano a investitori privati.
Durissimo anche il passaggio sul metodo con cui la proposta sarebbe stata elaborata: la federazione europea la definisce concepita in segreto e portata quasi all'approvazione senza un reale confronto con chi gestisce quotidianamente il calcio.
La conseguenza pratica è drastica: nessuna nazionale Uefa scenderà in campo in tornei Fifa finché le proposte resteranno in piedi, a meno di un ritiro totale del progetto e di garanzie vincolanti contro future aperture della governance Fifa ai privati. Il primo appuntamento a rischio è il Mondiale femminile Under 20 in Polonia, in programma dal 5 settembre, seguito da altri tornei giovanili nei mesi successivi e, in prospettiva, dallo stesso Mondiale del 2030.
Di tutt'altro avviso Infantino, che ha definito il piano un'opportunità decisiva per lo sviluppo globale del calcio, precisando che si tratterebbe comunque di un'offerta e non di un obbligo. Lo scontro tra i due vertici del calcio mondiale è ora apertissimo, con conseguenze ancora tutte da valutare per il calendario internazionale dei prossimi anni.