Grazia a Minetti, Meloni difende l’iter e conferma Nordio
Sotto esame nuovi accertamenti: la Procura coinvolge Interpol, possibile revisione del caso
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sul caso della grazia concessa ad Alessia Minetti, difendendo la correttezza dell’iter e respingendo ogni ipotesi di irregolarità. “Non c’è stato nulla di errato”, ha dichiarato, ribadendo al contempo la piena fiducia nel ministro della Giustizia Carlo Nordio, per il quale esclude dimissioni.
Sul fronte giudiziario, la Procura generale di Milano ha avviato nuovi accertamenti affidandosi all’Interpol, dopo gli sviluppi seguiti alla comunicazione del Quirinale al Ministero della Giustizia. Gli inquirenti non escludono un possibile cambio di valutazione alla luce degli elementi in fase di verifica.
Minetti, al centro della vicenda, difende la propria posizione sostenendo di aver agito nel rispetto della legge. In particolare, ha ribadito la regolarità del percorso adottivo e delle cure mediche seguite dal minore, assistito in una struttura altamente specializzata a Boston, circostanze che avevano contribuito alla concessione della grazia.
Intanto, dall’Uruguay emergono ulteriori dettagli: secondo fonti locali, la madre biologica del bambino risulterebbe ufficialmente scomparsa, mentre la morte della sua legale sarebbe avvenuta per cause accidentali e non riconducibili a un omicidio. Un quadro complesso che resta ora al vaglio delle autorità italiane e internazionali.