Governo diviso sul Safe: Tajani "chiesti 14,9 miliardi", la Lega frena: "Deciderà il Parlamento"

Tensione anche sulle intercettazioni "a strascico": Fi contraria, la maggioranza rinvia la decisione al presidente La Russa

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 luglio 2026 19:19
Governo diviso sul Safe: Tajani "chiesti 14,9 miliardi", la Lega frena: "Deciderà il Parlamento" -
Condividi

Il governo apre, ma con cautela, al Safe, il fondo europeo da 150 miliardi destinato a finanziare con prestiti agevolati gli investimenti in difesa dei 27 Paesi membri. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l'Italia ha deciso di richiedere una quota pari a 14,9 miliardi di euro, salvo poi precisare, dopo le pressioni della Lega, che si tratta per ora solo di una "prenotazione" e non di un impegno definitivo. Il partito di Salvini insiste: sulla partita dovrà pronunciarsi il Parlamento, non solo l'esecutivo.

La cautela italiana si scontra con i tempi stretti fissati da Bruxelles. La Commissione europea avverte che "non c'è tempo da perdere" e indica l'autunno come termine ultimo per la presentazione delle richieste da parte degli Stati membri. Intanto le opposizioni attaccano, accusando la maggioranza di procedere in ordine sparso su un dossier considerato strategico.

Non è l'unico fronte caldo nel centrodestra. Al Senato, Fratelli d'Italia ha ripresentato in Aula l'emendamento, già depositato in commissione, per ampliare il ricorso alle cosiddette "intercettazioni a strascico", estendendo la possibilità di aprire indagini per reati di stampo mafioso sulla base di conversazioni telefoniche. Netto lo stop di Forza Italia: "Siamo contrari e credo sia inammissibile", ha dichiarato lo stesso Tajani. Sulla questione sarà chiamato a decidere il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma