Bandiera palestinese in vetrina, sei prenotazioni disdette: bufera sull'Osteria Fuori Porta
Il titolare: "Se il nostro sostegno a un popolo sotto le bombe è un problema, non venite a mangiare da noi"
Una bandiera della Palestina esposta in vetrina è bastata a far saltare una prenotazione per sei persone all'Osteria Fuori Porta, locale del quartiere Arcella gestito in forma cooperativa. Il gruppo, che comprendeva anche cittadini israeliani, aveva prenotato un tavolo per il pranzo, salvo disdire circa venti minuti dopo: a insospettire uno dei membri, di passaggio davanti al locale, era stata proprio la presenza del vessillo, ritenuta incompatibile con la delegazione israeliana ospite.
A raccontare l'episodio è stato uno dei titolari, in un video pubblicato su Facebook che ha raccolto oltre 20mila "mi piace" e centinaia di commenti. Nel racconto, il gestore ha ribadito la scelta politica del locale: «Non è stato un problema decidere insieme di esporre le bandiere, né di scioperare l'anno scorso, né di partecipare alle manifestazioni, comprese quelle all'interporto di Padova». E ha aggiunto: «Se per qualcuno è un problema il fatto che sosteniamo un popolo vittima di un genocidio, con migliaia di bambini e civili inermi massacrati, allora non venite a mangiare qui».
Il caso, diventato virale sui social, ha riacceso il dibattito sulle prese di posizione politiche da parte di esercizi commerciali, dividendo l'opinione pubblica tra chi difende la libertà di espressione del locale e chi contesta l'uso di simboli politici in un contesto di ospitalità pubblica.