Governo diviso sul petrolio russo

Salvini invoca la linea Trump, Tajani frena: “Le sanzioni vanno mantenute”. Orban attacca Bruxelles e Zelensky

A cura di Glauco Valentini Redazione
14 marzo 2026 15:23
Governo diviso sul petrolio russo -
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Il dibattito sul petrolio russo riapre una frattura nel governo italiano. Le dichiarazioni del segretario della Lega Matteo Salvini, favorevole a un allentamento delle restrizioni, hanno innescato un confronto diretto con il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che invece difende la linea delle sanzioni.

Salvini richiama la scelta degli Stati Uniti, che hanno attenuato alcune misure contro Mosca. “Ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica”, afferma. Il leader leghista respinge l’idea che ciò implichi una posizione filorussa e critica le esclusioni di atleti e artisti russi da eventi internazionali, definendole “scelte sciocche”. “Trump ha fatto bene”, aggiunge, riferendosi alla decisione americana.

Di segno opposto la posizione di Tajani, che ribadisce la necessità di mantenere la pressione su Mosca. “Assolutamente sì alle sanzioni. L’Italia è stata tra i Paesi promotori per spingere la Russia verso il cessate il fuoco. Vogliamo che la guerra finisca il prima possibile”, sottolinea il ministro degli Esteri.

Tensioni emergono anche sul fronte europeo. Il premier ungherese Viktor Orbán sostiene che l’Unione non possa superare la crisi energetica senza il petrolio russo e torna ad attaccare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Non darà ordini qui, respingiamo il suo ricatto”.

Il confronto interno al governo italiano si inserisce così in un quadro europeo già complesso, dove la gestione delle sanzioni e delle forniture energetiche continua a rappresentare uno dei nodi più delicati della politica comunitaria.

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