Golfo di nuovo sull’orlo della crisi: l’Iran annuncia la chiusura di Hormuz, ma gli Usa frenano
Teheran accusa Israele di aver violato il memorandum con Washington dopo i raid nel Libano meridionale
Torna a salire la tensione in Medio Oriente. L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico, accusando Israele di aver violato il memorandum d’intesa raggiunto con gli Stati Uniti attraverso i recenti raid nel Libano meridionale. La decisione è stata comunicata dal comando militare iraniano, che considera gli attacchi israeliani nella regione di Nabatieh una grave violazione degli impegni assunti nelle scorse settimane.
Secondo le autorità libanesi, i bombardamenti hanno colpito diverse località controllate da Hezbollah provocando decine di vittime. Dopo una giornata caratterizzata da una nuova escalation militare, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato la sospensione delle operazioni, una decisione assunta in coordinamento con gli Stati Uniti nel tentativo di evitare un ulteriore deterioramento della situazione regionale.
Nonostante l’annuncio iraniano, da Washington arrivano segnali più prudenti. Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato di non avere prove concrete che la navigazione attraverso Hormuz sia stata effettivamente interrotta, mentre fonti della Difesa statunitense riferiscono di non aver rilevato movimenti militari iraniani compatibili con un blocco operativo dello stretto.
Sul fronte diplomatico, restano aperti i canali del negoziato. Secondo Axios, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso in Svizzera per partecipare ai colloqui tecnici con gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Ad attenderlo ci saranno l’inviato speciale americano Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, protagonisti del percorso negoziale che punta a consolidare il memorandum firmato nei giorni scorsi e ad affrontare il dossier nucleare iraniano.
La crisi arriva in un momento particolarmente delicato. Il memorandum tra Washington e Teheran prevedeva infatti una fase di de-escalation regionale, il mantenimento del cessate il fuoco in Libano e la riapertura stabile dello Stretto di Hormuz, oltre all’avvio di nuove trattative sul programma nucleare iraniano. Gli ultimi sviluppi rischiano però di mettere seriamente in discussione la tenuta dell’intesa e di riaprire uno scenario di forte instabilità nell’intera regione.