“Giudici amici dei clandestini”: lo slogan della Lega. Ma il referendum non riguarda l’immigrazione
Nel finale di campagna elettorale compaiono slogan su clandestini e criminali, mentre il voto del 22-23 marzo interviene solo sull’ordinamento giudiziario
La campagna per il referendum sulla giustizia si è spostata sempre più su temi come immigrazione, sicurezza e criminalità, nonostante i quesiti non tocchino in alcun modo queste materie. L’ultimo messaggio della Lega collega il voto al contrasto ai “giudici amici dei clandestini”, ma il referendum riguarda esclusivamente il funzionamento della magistratura.
I dati mostrano inoltre che l’attuale governo ha rilasciato il numero più alto di primi permessi di soggiorno dell’ultimo decennio, mentre il sistema di accoglienza registra costi crescenti e servizi ridotti.
Nella comunicazione politica sono aumentati anche i riferimenti a stupratori e criminali “rimessi in libertà” senza la riforma, con post poi rimossi dopo le polemiche. Nonostante l’appello del presidente Mattarella ad abbassare i toni, la campagna resta dominata da slogan e paure che non hanno legame con il contenuto reale del voto.