Giorgetti evoca lo spettro della recessione: pressing sull’Ue mentre il caro carburanti pesa 150 milioni a settimana
Scontro nel governo tra Urso e Salvini, tensioni sulle misure contro il rincaro dei prezzi energetici
Lo spettro della recessione torna ad agitare il dibattito economico e politico. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lancia un monito chiaro: senza interventi sul fronte energetico, il rischio di una contrazione economica è sempre più concreto.
Da giorni l’esecutivo italiano sollecita Bruxelles a valutare una sospensione del Patto di Stabilità, ma la risposta dell’Unione resta prudente. «La posizione dell’Ue la conosciamo: si interviene solo in presenza di una grave recessione. Ma temo che, se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia, la recessione arriverà», ha dichiarato Giorgetti.
A pesare è soprattutto il caro carburanti, aggravato dalle tensioni internazionali legate alla guerra in Iran. Secondo le stime del Codacons, l’aumento dei prezzi costa agli italiani circa 150 milioni di euro a settimana. Parallelamente, i rincari generano extra-profitti: 88 milioni in più per le compagnie petrolifere e circa 61 milioni per le casse dello Stato.
Il tema accende anche le tensioni interne alla maggioranza. Il leader della Lega, Matteo Salvini, chiede un intervento deciso: «Il Ministero delle Imprese convochi le compagnie». Una posizione che trova la pronta replica del ministro competente, Adolfo Urso: «Le aziende hanno già accolto la nostra esortazione a ridurre subito i prezzi, formulata nell’incontro di giovedì».
Uno scambio che evidenzia le frizioni all’interno del governo, mentre l’emergenza energetica continua a mettere sotto pressione famiglie e imprese. Sullo sfondo resta il nodo europeo: senza un allentamento dei vincoli di bilancio, l’Italia teme di avere margini troppo stretti per contrastare una crisi che, giorno dopo giorno, appare sempre meno lontana.