Ginecologa scomparsa, ripartono le ricerche nel lago di Santa Giustina
La famiglia di Sara Pedri: “Anche un piccolo segno, vogliamo sapere se è lì”
Le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa forlivese scomparsa il 4 marzo 2021, sono riprese ieri nelle acque del lago di Santa Giustina, in Trentino, quasi cinque anni dopo la sparizione. La famiglia ha chiesto di tornare nel punto in cui fu trovata l’auto della 31enne: «Sappiamo che è difficile trovare un corpo dopo tanto tempo, ma il cuore spera ancora. Basterebbe un segno, una scarpa, gli occhiali che indossava quel giorno».
Se non emergeranno elementi utili, le ricerche riprenderanno ad aprile, quando il livello dell’acqua sarà più basso. Per i familiari, continuare a cercare significa anche mantenere viva la voce di Sara e la denuncia sul mobbing che, secondo loro, avrebbe segnato la sua esperienza lavorativa.
Le vicende giudiziarie
Sul caso la Procura di Trento aveva ipotizzato un clima lavorativo tossico nel reparto di ginecologia. A processo erano finiti l’ex primario Saverio Tateo e la vice Liliana Mereu, poi assolti con formula piena: per il giudice non vi fu un “clima di terrore”, ma tensioni legate ai carichi di lavoro. La pm Maria Colpani ha presentato ricorso in appello contestando la decisione.
Sul fronte giuslavoristico, Tateo ha ottenuto anche la vittoria contro l’Azienda sanitaria di Trento per il licenziamento del 2021: il giudice del lavoro ha stabilito un risarcimento di 240mila euro, calcolato sul Tfr e non sulla sola indennità di servizio, come chiarito dalla Corte Costituzionale.