Giallo sull'incontro Usa-Iran: Teheran smentisce, Trump conferma
In Oman è in corso una riunione separata sulla gestione dello Stretto di Hormuz
È un clima di confusione e segnali contraddittori quello che avvolge il previsto incontro diplomatico tra Stati Uniti e Iran, annunciato per domani a Doha. Una situazione che fotografa, meglio di qualsiasi analisi, la profonda diffidenza che separa le due parti.
Tutto è cominciato con l'anticipazione di un funzionario americano ad Axios: un nuovo round di colloqui tecnici tra i team negoziali dei due Paesi si sarebbe tenuto martedì nella capitale qatariota. Ma nel giro di poche ore è arrivata la doccia fredda di Teheran: il ministero degli Esteri iraniano ha seccamente smentito, dichiarando che «non sono previsti incontri tecnici dei gruppi di lavoro per questa settimana».
A rimescolare le carte ci ha pensato direttamente Donald Trump. Il presidente americano ha scelto Truth Social per togliere ogni dubbio — almeno dalla sua prospettiva — scrivendo: «L'Iran ha richiesto un incontro. Si svolgerà domani a Doha». Quasi in contemporanea, i negoziatori Steve Witkoff e Jared Kushner risultavano già in partenza per il Qatar.
Il fronte regionale si allarga
Mentre a Doha regna il caos diplomatico, in Oman si tiene parallelamente una riunione dedicata alla gestione dello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale.
Non va meglio sul fronte libanese: l'intesa in corso di definizione rischia di naufragare per lo stop imposto dal presidente del Parlamento di Beirut, figura vicina ad Hezbollah, che frena ogni possibile accordo.
La voce dal fronte di Gaza
In un contesto di guerra e persecuzioni, fa notizia la storia di un dissidente palestinese, ricercato da Hamas, che ha trovato rifugio in Italia. «Qui mi sento protetto», ha dichiarato all'ANSA, in un racconto che restituisce il volto umano di una crisi che stenta a trovare una via d'uscita politica.