Germania boccia l’offerta di UniCredit su Commerzbank: “Serve indipendenza per il sistema bancario”

Berlino difende il ruolo strategico dell’istituto e accusa l’italiana di approccio aggressivo

A cura di Redazione Redazione
16 giugno 2026 15:26
Germania boccia l’offerta di UniCredit su Commerzbank: “Serve indipendenza per il sistema bancario” -
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Il governo tedesco ha respinto l’offerta di UniCredit su Commerzbank, ribadendo la necessità di mantenere l’indipendenza della seconda banca tedesca e definendo l’approccio dell’istituto italiano come “aggressivo”. La posizione di Berlino si basa sul ruolo strategico di Commerzbank nel finanziamento dell’economia nazionale e sulla sua centralità per il sistema finanziario di Francoforte.

Secondo il ministero delle Finanze tedesco, l’operazione non garantirebbe un premio adeguato agli azionisti e non rifletterebbe il valore reale della banca. Il governo, che detiene ancora una partecipazione nell’istituto dopo gli interventi seguiti alla crisi del 2008, ha quindi confermato il proprio sostegno alla strategia di autonomia del gruppo bancario.

La tensione tra le due banche resta alta. UniCredit ha costruito negli ultimi mesi una posizione rilevante nel capitale di Commerzbank e punta a rafforzare la propria influenza fino a superare soglie che potrebbero aprire scenari di controllo industriale. Tuttavia, il fronte tedesco — tra governo, management e sindacati — continua a opporsi a qualsiasi ipotesi di acquisizione.

Sul mercato, l’OPS dell’istituto guidato da Andrea Orcel continua a essere osservata con attenzione: l’operazione viaggia con un leggero premio rispetto alle quotazioni di Borsa, ma senza aver finora convinto pienamente gli stakeholder tedeschi.

La fase decisiva è ormai imminente. La prima finestra dell’offerta si chiude alla mezzanotte di oggi, con la pubblicazione dei risultati attesa nei prossimi giorni. Dal 20 giugno dovrebbe poi aprirsi una finestra supplementare di due settimane, che potrebbe prolungare la partita e lasciare ancora spazio a nuove mosse strategiche.

Nel frattempo, il confronto tra Roma e Berlino assume sempre più i contorni di un caso emblematico per il settore bancario europeo: da un lato la spinta alla consolidazione transfrontaliera, dall’altro la resistenza degli Stati membri a cedere il controllo delle proprie banche sistemiche.

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