Garlasco, dubbi sui 56mila euro in contanti dei Sempio: “Troppi per le spese legali”

Sotto la lente della Procura di Brescia i pagamenti effettuati dalla famiglia durante l’indagine del 2017: gli investigatori parlano di anomalie su importi e modalità

A cura di Michela Alessi Redazione
20 maggio 2026 13:35
Garlasco, dubbi sui 56mila euro in contanti dei Sempio: “Troppi per le spese legali” - © Ansa
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I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano mettono in dubbio che i circa 56mila euro in contanti usciti dalle casse della famiglia Sempio fossero destinati esclusivamente agli avvocati che seguirono Andrea Sempio nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, archiviata nel 2017.

Secondo gli investigatori, la cifra sarebbe sproporzionata rispetto all’attività svolta dai legali in appena tre mesi di indagini preliminari. Nel fascicolo vengono evidenziate diverse anomalie: poche attività difensive documentate, nessuna copia acquisita dagli atti e un solo interrogatorio durato meno di un’ora.

L’attenzione della Procura di Brescia nasce anche da un appunto trovato durante una perquisizione del 2025 con la frase: “Venditti archivia 20-30 euro”. La famiglia Sempio ha spiegato che si trattava di una stima delle future spese legali, sostenendo di aver pagato gli avvocati quasi sempre in contanti.

Ora gli inquirenti stanno cercando di chiarire a chi fossero realmente destinati quei soldi e se possano esserci collegamenti con l’indagine per presunta corruzione in atti giudiziari che coinvolge l’ex pm di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea.

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