Furto a Ferragosto al museo, rubate quattro opere attribuite ad Antonello da Messina

Colpo nella serata di Ferragosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina: trafugate tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte

A cura di Redazione Redazione
16 agosto 2026 09:50
Furto a Ferragosto al museo, rubate quattro opere attribuite ad Antonello da Messina - PH ANSA
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Clamoroso furto d'arte nella serata di sabato 15 agosto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ignoti sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, riuscendo a impossessarsi di quattro opere attribuite ad Antonello da Messina. La notizia è stata confermata anche dall'ANSA.

I ladri hanno portato via tre delle cinque tavole che compongono il celebre Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. Quest'ultima sarebbe stata estratta direttamente da una teca blindata. Il Polittico di San Gregorio, realizzato da Antonello nel 1473, è una delle opere più importanti custodite dal museo messinese.

Si tratta di un colpo evidentemente studiato con attenzione, considerata la capacità dei malviventi di superare i sistemi di sicurezza e raggiungere opere di eccezionale valore storico e artistico. La dinamica dell'irruzione è ora al centro delle indagini.

Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi tecnici per ricostruire le modalità dell'effrazione e raccogliere elementi utili all'identificazione dei responsabili. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire con precisione la sequenza degli spostamenti all'interno del museo e verificare il funzionamento dei sistemi di allarme e videosorveglianza.

Il Museo Regionale Accascina di Messina, inaugurato nel nuovo complesso nel giugno 2017, è intitolato a Maria Accascina, tra le figure più importanti della storiografia artistica siciliana e direttrice dell'istituto dal 1949 al 1963. Il museo sorge nell'area dove si trovavano le rovine del cinquecentesco monastero basiliano di San Salvatore dei Greci, distrutto dal terremoto del 1908. I resti dell'impianto della chiesa e la cripta sottostante sono ancora visibili e inglobati nell'area espositiva.

Organizzato su tre livelli, due dei quali dedicati all'esposizione, il MuMe si estende per oltre 17mila metri quadrati e conserva un patrimonio che racconta la storia artistica e culturale di Messina dalla preistoria fino al XIX secolo. Le collezioni provengono in larga parte dalla città precedente al terremoto del 1908 e testimoniano gli intensi rapporti commerciali e culturali sviluppatisi nel corso dei secoli grazie alla posizione strategica del porto messinese.

Il museo è conosciuto a livello internazionale soprattutto per i capolavori di Antonello da Messina e Caravaggio. La presenza delle opere del maestro messinese rende il furto particolarmente grave per il patrimonio culturale siciliano e nazionale.

La storia del museo affonda le proprie radici all'inizio del Novecento. Dal 1911 l'ottocentesca Filanda Mellinghoff, rimasta integra e tuttora parte del complesso, ospitò le opere provenienti dai primi ricoveri. Nel 1914 divenne sede del museo nazionale, sotto la direzione di Enrico Mauceri, che si occupò del primo ordinamento delle collezioni e dell'inaugurazione del 1922.

Durante la Seconda guerra mondiale le opere furono trasferite nel Monastero di San Placido Calonerò per essere messe al sicuro dai bombardamenti, prima di tornare nella sede originaria nel dopoguerra. Fu Maria Accascina a curare il riordinamento del museo dopo i danni provocati dai bombardamenti e a guidarne la riapertura nel 1954, con un progetto museografico moderno.

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