Ex Ilva, proclamate altre 48 ore di sciopero: i sindacati attendono il governo
Fim, Fiom e Uilm annunciano una nuova fase della mobilitazione in tutti gli stabilimenti dopo quelle che definiscono mancate risposte dell’esecutivo
Nuova escalation nella vertenza ex Ilva. Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno proclamato altre 48 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo, denunciando la mancanza di risposte da parte del governo e sollecitando un incontro a Palazzo Chigi.
«In considerazione delle mancate risposte del governo, Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato ulteriori 48 ore di sciopero», hanno comunicato le organizzazioni sindacali. Le sigle hanno inoltre precisato che saranno organizzate iniziative sui territori e che, in assenza di una convocazione, potranno essere proclamate ulteriori giornate di sciopero.
La protesta a Genova e Taranto
La decisione arriva mentre a Genova e Taranto è in corso la seconda giornata di sciopero. La mobilitazione coinvolge i lavoratori degli stabilimenti ex Ilva, preoccupati per il futuro occupazionale e per la continuità delle attività produttive.
La vertenza si è aggravata dopo le comunicazioni relative alla sospensione delle attività dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto e alla fermata temporanea, dal 15 novembre, degli impianti di Genova e Novi Ligure. I sindacati chiedono garanzie sul lavoro e interventi che consentano di mantenere operative le lavorazioni non interessate dai provvedimenti di fermo.
Ora l’attenzione è rivolta a Palazzo Chigi, dove le organizzazioni sindacali chiedono un nuovo confronto con il governo. In attesa della convocazione, la mobilitazione proseguirà e, avvertono Fim, Fiom e Uilm, non si esclude il ricorso ad altre iniziative di sciopero