ACCIAIO E AMBIENTE

Ex Ilva, la Cassazione conferma lo stop all’area a caldo di Taranto

Respinti i ricorsi di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria. Al centro della decisione le emissioni industriali e la tutela della salute dei residenti

A cura di Glauco Valentini Redazione
29 ottobre 2026 15:15
Ex Ilva, la Cassazione conferma lo stop all’area a caldo di Taranto -
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La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia e da Ilva in amministrazione straordinaria contro il provvedimento che dispone lo stop dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.

La decisione conferma il blocco disposto dalla Corte d’Appello di Milano, intervenuta dopo il reclamo presentato da alcuni cittadini. I giudici avevano ordinato misure per affrontare le criticità ambientali dell’impianto, tra cui la rimozione dell’amianto ancora presente e gli interventi necessari a ricondurre le emissioni di polveri sottili entro livelli di sicurezza.

La pronuncia rappresenta un passaggio rilevante in una vicenda che da anni mette a confronto la continuità produttiva dello stabilimento, l’occupazione e la tutela della salute della popolazione residente.

Lo stop all’area a caldo riguarda il cuore del ciclo produttivo siderurgico, compresi gli impianti collegati alla produzione dell’acciaio. Le conseguenze operative e occupazionali dovranno essere affrontate nella gestione dello stabilimento e nei successivi interventi richiesti per rispettare le prescrizioni giudiziarie.

La decisione della Cassazione chiude il passaggio relativo ai ricorsi esaminati e rafforza il peso degli obblighi ambientali imposti all’ex Ilva. Restano centrali le questioni legate alla sicurezza degli impianti, alla bonifica e al futuro industriale del sito tarantino.

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