Esplosione in una moschea a Islamabad: oltre 30 morti
Le autorità pakistane: “È stato un attacco suicida”. Più di 100 i feriti, molti in condizioni gravi
È di almeno 31 morti e oltre 100 feriti il bilancio dell’esplosione che ha devastato un imambargah, un luogo di culto sciita, a Islamabad durante la preghiera del venerdì. Le autorità pakistane hanno confermato che si è trattato di un attacco suicida, compiuto mentre centinaia di fedeli erano riuniti all’interno dell’edificio.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attentatore avrebbe fatto irruzione nella sala principale aprendo il fuoco prima di azionare l’esplosivo. La violenza della deflagrazione ha causato il crollo parziale del soffitto e la proiezione di schegge e detriti che hanno colpito decine di persone.
Tra i feriti c’è anche Shahzaib Hussain, 37 anni, originario del distretto di Faisalabad, nella provincia del Punjab. L’uomo ha raccontato all’ANSA i momenti immediatamente precedenti all’esplosione: «Ero in piedi in mezzo alla sala. Mentre eravamo in preghiera, ho sentito degli spari e poi un’esplosione». Hussain ha riportato ferite non gravi alla gamba sinistra, causate da schegge di vetro.
Le autorità hanno avviato un’indagine per identificare la rete che potrebbe aver supportato l’attentatore. Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attacco, ma gli investigatori non escludono il coinvolgimento di cellule estremiste attive nella regione.
La comunità sciita del Pakistan, già più volte bersaglio di violenze settarie, torna così a essere colpita in uno dei momenti di maggiore affluenza religiosa della settimana. Le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dell’area proseguono, mentre il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.