Escalation senza freni: saltano South Pars e Ras Laffan. È shock energetico mondiale

Caos Casa Bianca: Trump valuta l'invio di migliaia di truppe mentre l'intelligence si spacca

A cura di Glauco Valentini Redazione
19 marzo 2026 07:33
Escalation senza freni: saltano South Pars e Ras Laffan. È shock energetico mondiale -
Condividi

La crisi in Medio Oriente entra in una fase di forte escalation, con attacchi mirati alle principali infrastrutture energetiche della regione e crescenti ripercussioni sui mercati globali. Nelle ultime ore, raid israeliani hanno colpito il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, uno dei più importanti al mondo, segnando un ulteriore inasprimento delle tensioni tra Israele e Iran.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. I pasdaran hanno lanciato attacchi contro il grande impianto di Ras Laffan, in Qatar, colpendolo più volte secondo fonti locali. Si tratta di uno dei principali hub globali per la lavorazione e l’esportazione di gas naturale liquefatto, un’infrastruttura cruciale per l’equilibrio energetico internazionale.

L’impatto sui mercati è stato immediato: i prezzi del petrolio sono schizzati verso l’alto, alimentati dai timori di interruzioni nelle forniture e da un possibile allargamento del conflitto nell’intera regione del Golfo. Gli analisti avvertono che ulteriori attacchi a infrastrutture energetiche potrebbero innescare una crisi energetica globale.

Parallelamente, negli Stati Uniti si registra un clima di crescente tensione anche sul piano politico e istituzionale. Dopo le dimissioni del capo dell’antiterrorismo Kent, emerge un nuovo caso interno: la direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard ha inizialmente smentito la versione ufficiale della Casa Bianca sul conflitto, salvo poi correggere parzialmente la propria posizione.

Sul fronte militare, il Pentagono starebbe preparando una richiesta al Congresso per un finanziamento straordinario da circa 200 miliardi di dollari destinati alle operazioni legate alla crisi, secondo quanto riportato dal Washington Post. Intanto, il presidente Donald Trump starebbe valutando l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente, come riferito da Reuters, in un tentativo di rafforzare la presenza militare americana nella regione.

Nella giornata di oggi, Trump incontrerà alla Casa Bianca la premier giapponese Sanae Takaichi, in un vertice che potrebbe includere anche il tema della sicurezza energetica e delle rotte commerciali, sempre più esposte ai rischi del conflitto.

La situazione resta estremamente fluida e carica di incognite, con il timore che nuovi attacchi possano trasformare una crisi regionale in uno scontro su scala globale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma