Escalation in Iran, l’allarme dell’intelligence: cresce il rischio terrorismo in Europa
Nel rapporto al Parlamento focus su minori radicalizzati, minacce ibride russe e cyber-attacchi. “Massima attenzione” anche alle piazze e all’uso dell’IA per propaganda e ordigni
L’escalation in Iran riaccende l’allerta terrorismo anche in Europa e in Italia, con un rischio più alto contro obiettivi israeliani e statunitensi. È quanto emerge dalla Relazione annuale dell’intelligence al Parlamento, intitolata “Governare il cambiamento”, presentata alla Camera dal direttore del Dis Vittorio Rizzi insieme all’Autorità delegata Alfredo Mantovano.
Secondo il rapporto, un eventuale conflitto che coinvolga Teheran potrebbe essere strumentalizzato dalla propaganda jihadista per invocare un jihad globale contro l’Occidente. Sullo sfondo resta la guerra a Gaza, che ha alimentato un sentimento antiebraico già emerso in attentati avvenuti durante festività.
L’intelligence monitora con “massima attenzione” anche le piazze e i possibili tentativi di saldatura tra aree antagoniste diverse. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato l’avvio di nuove misure di prevenzione dopo l’attacco all’Iran.
Sul fronte internazionale, la minaccia principale per l’Europa resta la Russia. Il Cremlino considera l’Ue un blocco antagonista e ha intensificato azioni ibride e cyber: gli attacchi a infrastrutture critiche in Europa sono più che quintuplicati tra il 2023 e il 2025. Cresce anche l’attivismo di Cina e Mosca sul piano della disinformazione.
In Italia, la minaccia più concreta è rappresentata dall’area anarchica, responsabile di recenti sabotaggi alle linee ferroviarie contro le Olimpiadi Milano-Cortina.
Preoccupa infine la radicalizzazione dei minori: sempre meno ideologica e sempre più legata alla fascinazione per la violenza online. L’uso dell’intelligenza artificiale – dai chatbot capaci di fornire istruzioni per ordigni alla propaganda automatizzata – attraversa tutte le minacce analizzate. Un capitolo a parte riguarda le armi autonome, dai droni ai sistemi cibernetici, definite dall’intelligence una delle più profonde fratture etiche e legali aperte dalla tecnologia contemporanea.