Erdogan attacca: “Israele pagherà”, Pasdaran: “Ucciso il nostro portavoce”
Attacchi incrociati nella notte e timori per energia e sicurezza internazionale
Prosegue l’escalation tra Iran e Israele con una nuova notte di attacchi: l’esercito israeliano ha colpito infrastrutture governative a Teheran, mentre droni iraniani hanno incendiato una raffineria in Kuwait. Cresce l’allarme internazionale, con diversi Paesi pronti a intervenire per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz.
Sul piano politico, il presidente turco Erdogan ha attaccato duramente Israele, mentre i Pasdaran denunciano la morte del loro portavoce. Intanto la Cina limita l’export di carburanti e fertilizzanti per proteggere il mercato interno, segnale delle ripercussioni economiche globali del conflitto.
Alta tensione anche a Gerusalemme, dove la polizia israeliana ha disperso fedeli musulmani durante le celebrazioni di Eid al-Fitr, per la prima volta vietate dal 1967. L’Onu lancia un appello alla pace, sottolineando come la guerra stia impedendo a milioni di persone di celebrare la fine del Ramadan.
Sul fronte della sicurezza, arrestato un riservista israeliano accusato di aver passato informazioni all’Iran sul sistema Iron Dome. Teheran rivendica inoltre l’abbattimento di un caccia F-35 americano, versione ridimensionata dagli Stati Uniti che parlano di atterraggio di emergenza senza gravi conseguenze.