Drone sull’ambasciata Usa a Baghdad, arresti in Iran per sostenitori di Pahlavi
Le autorità locali confermano che l’attacco è avvenuto nella notte e che le esplosioni hanno colpito l’area intorno all’ambasciata
Un attacco con drone ha colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, causando numerose esplosioni e la morte di due persone, secondo quanto riferito da alti responsabili della sicurezza irachena. Testimoni oculari, tra cui un giornalista della France Presse, hanno visto fumo nero elevarsi dal complesso diplomatico nel cuore della capitale.
Le autorità locali confermano che l’attacco è avvenuto nella notte e che le esplosioni hanno colpito l’area intorno all’ambasciata, provocando danni materiali e panico tra il personale presente.
Intanto, in Iran, l’agenzia di stampa statale Fars – citata dal Times of Israel – riferisce che la polizia ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, accusati di pianificare rivolte nel Paese. Altri 11 membri della cosiddetta “fazione monarchica” sarebbero stati “neutralizzati”, mentre due persone sono state fermate con l’accusa di spionaggio per Israele e Stati Uniti, ritenute responsabili di aver fotografato siti sensibili.
Gli eventi sottolineano le crescenti tensioni nella regione, con Baghdad e Teheran al centro di una situazione geopolitica sempre più instabile.