Dossieraggi illeciti, undici indagati: nel mirino anche l’ex numero due del Dis Del Deo
Contestato un peculato da cinque milioni di euro. Coinvolti imprenditori e figure già finite in scandali precedenti
L’inchiesta romana sulla cosiddetta Squadra Fiore, il gruppo che secondo gli inquirenti avrebbe condotto attività di dossieraggio parallelo e non autorizzato, si allarga e raggiunge i vertici dell’intelligence. Tra gli undici indagati figura infatti Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis ed ex dirigente dell’Aisi, accusato di peculato e accesso abusivo a sistemi informatici.
Secondo la Procura, Del Deo avrebbe distratto circa cinque milioni di euro di fondi pubblici tra il 2022 e gli anni successivi, destinandoli a presunte attività irregolari e affidando contratti alla società Sind, all’epoca gestita da Enrico Fincati, anch’egli indagato. Gli investigatori contestano inoltre all’ex 007 di aver “utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi” a disposizione dei Servizi.
Nel registro degli indagati compaiono anche nomi noti del mondo imprenditoriale e della sicurezza privata. Tra questi Carmine Saladino, ex vertice della società Maticmind, accusato di truffa, e Giuliano Tavaroli, già responsabile della sicurezza di Pirelli e del gruppo Telecom Italia, figura coinvolta in passato nello scandalo Telecom-Sismi.
Le perquisizioni e gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento della Procura di Roma, con l’obiettivo di ricostruire la rete di rapporti, i flussi economici e l’eventuale utilizzo improprio di informazioni riservate. L’indagine punta a chiarire la portata delle attività attribuite alla Squadra Fiore e a definire le responsabilità dei singoli indagati.