Documento dei consiglieri di Stato: "Stop al voto segreto per gli incarichi"
Dopo la mancata nomina del presidente aggiunto, le associazioni chiedono il ritorno all’anzianità per evitare interferenze
Le due associazioni dei consiglieri di Stato intervengono con un documento ufficiale dopo lo stallo del 15 aprile, quando la nomina del presidente aggiunto Luigi Carbone è saltata a causa di un voto segreto in assemblea. Una situazione definita “critica” dagli stessi magistrati amministrativi, che ora sollecitano una revisione delle procedure interne.
Nel testo approvato dall’assemblea, le associazioni chiedono di escludere il ricorso al voto segreto per il conferimento degli incarichi, ritenuto uno strumento che può prestarsi a dinamiche opache e condizionamenti esterni. La proposta è chiara: ripristinare il criterio dell’anzianità di ruolo come metodo principale per l’attribuzione delle posizioni apicali, considerato un presidio di indipendenza dell’istituto.
Secondo i consiglieri, l’abbandono dell’anzianità “comporta il rischio che la designazione dei vertici dell’istituto subisca indebite interferenze, anche di natura politica”. Un allarme che arriva in un momento particolarmente delicato per il Consiglio di Stato, impegnato a ricomporre gli equilibri interni dopo il voto che ha bloccato la nomina di Carbone.
La proposta di modifica delle regole è ora tornata in commissione, dove verrà esaminata nelle prossime settimane. L’obiettivo dichiarato dalle associazioni è rafforzare trasparenza, autonomia e continuità istituzionale, evitando che le scelte sui vertici possano essere influenzate da logiche estranee alla funzione giurisdizionale.