DL Sicurezza, via libera definitivo e correttivo lampo

Mattarella firma i due provvedimenti. In Aula l’opposizione intona Bella Ciao, Salvini: “Non è un festival canoro”

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 aprile 2026 19:18
DL Sicurezza, via libera definitivo e correttivo lampo - © Ansa
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Il decreto Sicurezza diventa legge dopo il voto finale della Camera: 162 sì, 102 no e un astenuto, al termine di una maratona parlamentare segnata da proteste e tensioni politiche. Durante le dichiarazioni di voto, le opposizioni hanno intonato Bella Ciao mostrando copie della Costituzione, un gesto che ha provocato la reazione del vicepremier Matteo Salvini, presente in Aula, che ha definito la scena “non rispettosa” e ha commentato: “Non è un festival canoro”.

Subito dopo il via libera di Montecitorio, il governo ha convocato un Consiglio dei ministri lampo, durato pochi minuti, per approvare un decreto correttivo dedicato alla norma più contestata: quella sul contributo di 615 euro destinato a chi assiste i migranti nelle procedure di rimpatrio volontario assistito. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha quindi promulgato la legge e emanato contestualmente il correttivo, in modo che i due testi entrassero in vigore nello stesso momento.

Il correttivo recepisce i rilievi del Quirinale: il contributo non sarà più riservato esclusivamente agli avvocati, né subordinato all’effettiva partenza del migrante. La somma verrà invece riconosciuta alla conclusione del procedimento amministrativo, e la platea dei beneficiari sarà ampliata ad altre figure che potranno fornire assistenza nella richiesta di adesione ai programmi di rimpatrio.

Il voto finale è arrivato dopo una notte di interventi e ostruzionismi, con oltre cento parlamentari iscritti a parlare. All’esterno della Camera, manifestanti hanno protestato contro il provvedimento, mentre in Aula maggioranza e opposizione si sono fronteggiate anche sul piano simbolico, tra cori e richiami al 25 aprile.

Il governo rivendica il decreto come un passo avanti nella tutela della sicurezza e nel contrasto alla criminalità e all’immigrazione irregolare. Le opposizioni, invece, denunciano un testo “in sfregio alla Costituzione” e criticano la scelta di intervenire con un secondo decreto a poche ore dall’approvazione del primo.

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