Disperso sulle Alpi svizzere, apprensione per il 25enne Luciano Capasso
Il giovane sarebbe stato sorpreso da una violenta bufera di neve
Paura e apprensione a Qualiano, nell’hinterland di Napoli, per la scomparsa di Luciano Capasso, 25 anni, di cui non si hanno più notizie dl 16 febbraio. Il giovane, secondo quanto riferito dalla madre, sarebbe stato sorpreso da una violenta bufera di neve mentre effettuava un’escursione in solitaria a 2.700 metri di quota sulle montagne svizzere.
Luciano lavora in un hotel a Saint Moritz, nota località alpina della valle dell’Engadina. Proprio dalla cittadina elvetica la madre, Raffaella Grande, ha ricevuto venerdì una telefonata da parte delle forze dell’ordine locali, che l’avrebbero invitata a prepararsi al peggio. Secondo la polizia, il giovane sarebbe stato colto da una tempesta improvvisa che ha reso impossibili le ricerche, sospese a causa delle condizioni meteo proibitive che impediscono l’intervento dei soccorritori sia via terra sia con l’elicottero.
Gli investigatori hanno ascoltato anche il compagno di stanza di Luciano, collega nell’hotel dove entrambi lavorano, dal quale è emerso che del 25enne non si avevano notizie da cinque giorni. L’ultimo messaggio, inviato via WhatsApp al fratello, risale a quattro giorni fa. L’ultima posizione conosciuta lo colloca alle coordinate 46,43110 Nord e 9,92496 Est.
La madre si è rivolta ai carabinieri di Qualiano per formalizzare la denuncia di scomparsa e ha lanciato un appello pubblico, offrendo una ricompensa di 50mila euro a chiunque contribuisca a ritrovare il figlio. "Come madre vi chiedo con il cuore in mano di aiutarmi", ha scritto, rivolgendosi a gruppi di alpinismo, guide alpine, squadre di ricerca volontarie, escursionisti, gestori di rifugi e a chiunque possa disporre di droni per effettuare ricognizioni.
Attraverso l’avvocato Sergio Pisani, la donna ha chiesto l’attivazione di un canale diretto con la Farnesina. Il ministero degli Esteri ha confermato che il consolato generale d’Italia a Zurigo sta seguendo il caso ed è in costante contatto con la famiglia. Ieri il console generale ha parlato telefonicamente con la madre e con uno dei fratelli, mentre da oggi presta assistenza all’altro fratello, giunto in Svizzera per seguire da vicino gli sviluppi. Da Roma, l’Unità tutela italiani all’estero mantiene i contatti con i familiari in vista della ripresa delle ricerche.
"La famiglia sta vivendo una situazione di estrema gravità e angoscia – sottolinea l’avvocato Pisani –. Non chiede dichiarazioni pubbliche, ma un contatto umano e istituzionale immediato, costante e trasparente".