Disgelo tra Meloni e Trump al G7: “Siamo sempre stati amici”
In primavera Trump aveva duramente criticato Meloni per le sue posizioni sull’Iran
A Évian, sede del vertice G7, va in scena il riavvicinamento tra Giorgia Meloni e Donald Trump dopo mesi di rapporti difficili culminati nelle critiche rivolte dal presidente americano alla premier italiana durante la crisi legata all’Iran. Fonti diplomatiche descrivono un incontro di chiarimento avvenuto a margine della cena inaugurale del summit, durante il quale i due leader avrebbero ribadito la necessità di mantenere unito il fronte occidentale di fronte alle principali sfide internazionali.
Il disgelo è apparso evidente anche durante i lavori del G7. In un momento informale tra i leader, il presidente del Consiglio europeo António Costa avrebbe scherzato rivolgendosi ai due: “Siete di nuovo amici”. Una battuta alla quale Meloni ha risposto con fermezza: “Siamo sempre stati amici”. Quando Trump ha replicato sorridendo “I was abandoned” (“Sono stato abbandonato”), la premier ha ribattuto: “No, you are not”, in uno scambio che ha attirato l’attenzione delle delegazioni presenti.
Il riavvicinamento arriva dopo settimane di gelo diplomatico. In primavera Trump aveva duramente criticato Meloni per le sue posizioni sull’Iran e per alcune dichiarazioni considerate ostili dalla Casa Bianca, incrinando quello che per lungo tempo era stato uno dei rapporti più solidi tra il leader americano e un capo di governo europeo.
A Évian, tuttavia, le priorità comuni sembrano aver prevalso sulle tensioni. Ucraina, Medio Oriente, sicurezza energetica e stabilità economica sono i principali dossier affrontati dai leader del G7, con l’Italia impegnata a sostenere una linea di cooperazione tra Europa e Stati Uniti.
Nel frattempo dagli Stati Uniti arriva una notizia che ha ulteriormente acceso il dibattito sulla sicurezza. L’FBI ha annunciato di aver sventato un presunto attacco con droni contro la Casa Bianca pianificato in coincidenza con il compleanno del presidente Trump. Secondo le autorità federali sarebbero state arrestate cinque persone nell’ambito dell’operazione. L’indagine è ancora in corso e al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sui sospetti o sulle possibili motivazioni del piano.
Il vertice di Évian prosegue dunque in un clima più disteso sul fronte dei rapporti tra Roma e Washington, mentre restano aperti i grandi dossier internazionali che dominano l’agenda del G7.