Decreto giustizia-migranti, il testo è legge: cambiano esame da avvocato, asilo e rimpatri
Via libera definitivo della Camera al provvedimento, già approvato dal Senato
Il decreto “giustizia-migranti” è diventato legge. La Camera, nella tarda serata del 5 agosto, ha approvato definitivamente il provvedimento con 165 voti favorevoli e 80 contrari, dopo il via libera del Senato arrivato a fine luglio. Il governo aveva posto la questione di fiducia. Il termine per la conversione in legge era fissato all’11 agosto.
Il testo, composto da 18 articoli, riunisce misure su due fronti: da una parte la giustizia e la professione forense, dall’altra l’immigrazione, con norme sulle procedure di asilo, i rimpatri e i controlli alle frontiere, anche in attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Cambia l’esame per diventare avvocati
Tra le principali novità sul fronte della giustizia c’è la riforma dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione forense. L’esame si terrà in un’unica sessione annuale e prevederà due prove scritte, anziché le tre attuali, e una prova orale, con l’obiettivo di ridurre i tempi delle procedure.
Il decreto interviene anche sull’organizzazione degli uffici giudiziari. L’incarico dei magistrati giudicanti nello stesso ufficio viene prorogato fino al 31 dicembre 2026, mentre sono previste misure per rafforzare l’organizzazione e le competenze degli uffici del giudice di pace.
Previsti inoltre nuovi investimenti per la digitalizzazione della giustizia: 6,5 milioni di euro per il 2026, 30 milioni l’anno dal 2027 al 2034 e 12,5 milioni annui dal 2035.
Nuove regole su asilo e frontiere
Ampia anche la parte dedicata all’immigrazione. Cambiano le disposizioni relative ai documenti rilasciati ai richiedenti protezione internazionale e agli obblighi di dichiarazione del domicilio o della residenza, da effettuare al momento della registrazione della domanda.
Viene inoltre esteso da 60 a 90 giorni, dalla formalizzazione della richiesta, il periodo durante il quale il richiedente protezione internazionale non può svolgere attività lavorativa.
Diventano obbligatorie le procedure di asilo alla frontiera, che dovranno concludersi entro i termini previsti dalla normativa. Sul fronte del trattenimento dei richiedenti asilo viene introdotto anche il divieto di fondarlo esclusivamente sulla nazionalità e vengono ampliate le strutture destinate al trattenimento, comprese quelle nelle aree di frontiera.
Il provvedimento punta così a intervenire contemporaneamente sull’efficienza della giustizia e sulla gestione delle procedure migratorie, adeguando la normativa italiana alle nuove disposizioni europee.