Crisi nello Stretto di Hormuz: Londra e Berlino respingono la richiesta degli Stati Uniti

Tajani: “Possibile rafforzare la missione europea Aspides, ma modificarne il mandato è complesso”

A cura di Glauco Valentini Redazione
16 marzo 2026 15:19
Crisi nello Stretto di Hormuz: Londra e Berlino respingono la richiesta degli Stati Uniti -
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Londra e Berlino respingono la richiesta degli Stati Uniti di un maggiore coinvolgimento dei Paesi europei nella gestione della crisi nello Stretto di Hormuz. La riapertura della strategica via marittima, secondo i governi britannico e tedesco, non può essere affidata a una missione della Nato.

Il premier britannico Keir Starmer ha chiarito la posizione del Regno Unito commentando le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva definito “molto negativo per la Nato” un eventuale rifiuto degli alleati di farsi coinvolgere.

“Lasciatemi essere chiaro: questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”, ha dichiarato Starmer, sottolineando la distanza tra Londra e Washington sull’ipotesi di un intervento sotto l’ombrello dell’Alleanza.

Sulla stessa linea anche Berlino. Il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius ha ribadito che il conflitto in corso non riguarda l’Alleanza atlantica: “Questa non è una guerra della Nato e non ha nulla a che fare con la Nato”.

Nel dibattito interviene anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che apre alla possibilità di rafforzare la missione europea Operazione Aspides. Tajani ha tuttavia sottolineato che un’eventuale modifica del mandato della missione, per includere operazioni nello Stretto di Hormuz, sarebbe “complessa” dal punto di vista politico e operativo.

La questione resta quindi aperta sul piano diplomatico, mentre i partner europei cercano una linea comune tra la richiesta di Washington e la volontà di mantenere la gestione della sicurezza marittima in ambito europeo.

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