Crisi energetica, l’allarme di Confindustria: “Rischio senza precedenti”

Sindacati e Comuni preoccupati per inflazione e bilanci. Possibili interventi straordinari del governo

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 aprile 2026 19:07
Crisi energetica, l’allarme di Confindustria: “Rischio senza precedenti” -
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L’Italia potrebbe trovarsi di fronte alla più grave crisi energetica della sua storia recente. È questo il monito lanciato da Confindustria durante le audizioni sul Documento di finanza pubblica (Dfp) del governo, davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Secondo il direttore del Centro studi, Fontana, la durata del conflitto in Medio Oriente sarà determinante per l’impatto economico sul Paese. “Se la guerra finisse oggi, la perdita di crescita sarebbe contenuta tra lo 0,1 e lo 0,3%. Ma in caso di un prolungamento fino alla fine dell’anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia”, ha dichiarato.

Di fronte a questo scenario, gli industriali chiedono un intervento immediato del governo, proponendo uno scostamento di bilancio per sostenere le imprese maggiormente colpite. Gli aiuti, secondo Confindustria, dovrebbero essere calibrati in base all’aumento dei costi di gas ed elettricità e garantiti almeno fino a dicembre, per evitare ricadute sulla produzione e sull’occupazione.

A preoccupare non è solo il tessuto industriale. Anche il fronte sindacale lancia segnali di allarme. La CGIL evidenzia come, con un’inflazione stimata al 2,9%, i lavoratori rischino una perdita di potere d’acquisto pari a circa 1.500 euro annui. Una dinamica che potrebbe incidere pesantemente sui consumi e, di conseguenza, sulla crescita economica complessiva.

Criticità emergono inoltre sul versante degli enti locali. L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) mette in guardia sulla tenuta dei bilanci comunali, sottolineando come l’aumento dei costi energetici rischi di compromettere l’erogazione dei servizi essenziali. “Le difficoltà sono gravi e diffuse”, avvertono i rappresentanti dei Comuni, chiedendo interventi urgenti per evitare squilibri finanziari.

Il quadro che emerge dalle audizioni è quindi quello di un sistema economico sotto pressione, in cui energia, inflazione e finanza pubblica si intrecciano in modo critico. Le prossime settimane saranno decisive per capire se e come il governo interverrà per contenere gli effetti di una crisi che, secondo molti osservatori, potrebbe segnare un passaggio delicato per l’economia italiana.

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