Crans-Montana, ora gli svizzeri vogliono le carte di Roma
La procura capitolina chiede invece di acquisire un migliaio di documenti
Ufficialmente tra le procure di Roma e Sion non ci sarà una vera e propria "indagine comune" sulla strage di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, come auspicato dal Governo Meloni. Ma la modalità di "cooperazione rafforzata", concordata tra i magistrati italiani e svizzeri, ci si avvicina molto. Al termine della missione nel Vallese effettuata mercoledì e giovedì dal pm romano Stefano Opilio emerge intatti una parola d'ordine: "reciprocità". Dopo la richiesta di rogatoria partita a gennaio da piazzale Clodio, sono ora gli inquirenti svizzeri a volere le carte della già corposa attività investigativa svolta in Italia.
La loro intenzione, emersa oggi, è di rivolgere al più presto una commissione rogatoria all'autorità giudiziaria italiana per l'acquisizione di una serie di documenti, tra cui, innanzi tutto, i referti delle autopsie effettuate sulle giovani vittime italiane del rogo nel discobar, subito dopo il rimpatrio delle salme. Inoltre, la procura generale del cantone del Vallese è anche interessata all'esito delle consulenze medico legali sui feriti, alle analisi dei loro cellulari e ai verbali delle loro testimonianze raccolte dagli investigatori italiani.
Dal canto suo il pm Opilio, accompagnato dagli investigatori della squadra mobile, della polizia giudiziaria, dai vigili del fuoco e dall'addetto di polizia dell'ambasciata italiana a Berna, ha potuto prendere visione integrale del dossier investigativo svizzero di oltre 3.500 pagine e di selezionare più di un migliaio di documenti di cui è stata fatta una richiesta di acquisizione. La procura di Sion - secondo quanto si è appreso - si è impegnata a sveltire la complessa procedura di valutazione e di trasmissione attraverso il coinvolgimento dell'ufficio federale di giustizia.
E nella mattinata di giovedì la delegazione italiana si è anche recata a Crans-Montana per una sopralluogo nel Constellation, teatro della tragedia in cui sono morte 41 persone di cui sei italiani, e 115 sono rimaste ferite. "La nostra visita qui - ha detto Opilio ai giornalisti lasciando il Constellation - è un segno di rispetto e di attenzione verso tutte le vittime".
Si tratta ora di capire se questo clima di collaborazione sarà ritenuto sufficiente dal Governo italiano per sciogliere il gelo diplomatico generatosi, a fine gennaio, dal richiamo a Roma dell'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del Constellation e accusato assieme ad altre otto persone di incendio, lesioni e omicidio colposi. I magistrati di Sion, dopo la pausa pasquale, ripartiranno proprio da lui, il 7 aprile, quando è programmato un suo interrogatorio. Nei giorni successivi saranno poi sentiti gli ultimi indagati in ordine di tempo: i cinque amministratori comunali, tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, atteso dai magistrati lunedì 13 aprile. (ANSA).