Crans-Montana, “Le porte dovevano restare chiuse
Il buttafuori interrogato sul rogo del Constellation
Durante il suo interrogatorio, Jankovic Predrag, il buttafuori in servizio la notte di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, ha confermato un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire la dinamica del rogo costato la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115.
Secondo quanto riferito agli inquirenti, al personale del locale sarebbe stato ordinato di mantenere chiuse le due porte di sicurezza, consentendo l’accesso e l’uscita esclusivamente dall’ingresso principale. Una disposizione che, se confermata, potrebbe aver aggravato in modo drammatico le conseguenze dell’incendio.
“Ho sentito Jessica parlare con i suoi collaboratori, dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”, ha raccontato Predrag, riferendosi alla responsabile del locale. Le sue parole si inseriscono in un quadro investigativo che punta a chiarire se la gestione delle vie di fuga abbia ostacolato l’evacuazione dei clienti intrappolati tra fumo e fiamme.
Gli inquirenti stanno ora verificando la catena di responsabilità e le eventuali violazioni delle norme di sicurezza. L’obiettivo è stabilire se la scelta di bloccare le uscite fosse una prassi abituale o una decisione presa solo per la serata di Capodanno, quando il locale era particolarmente affollato.