Corte Suprema Usa boccia Trump su voto per posta e visti agli stranieri
Il tycoon incassa un doppio stop giudiziario: "incostituzionale acquisizione di potere". Intanto rilancia la promessa dei 5mila dollari agli americani in caso di vittoria alle midterm
Doppia sconfitta legale per Donald Trump. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo dell'amministrazione di imporre nuove restrizioni al voto per corrispondenza, giudicato dai giudici di merito un'iniziativa che rappresentava un'illegittima espansione dei poteri federali. Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, si sono espressi in dissenso rispetto alla decisione, che nega tra l'altro al governo la possibilità di obbligare gli Stati a compilare elenchi di tutti gli elettori destinatari del voto postale.
Un secondo colpo è arrivato da un tribunale federale di Boston, dove il giudice F. Dennis Saylor ha bloccato la norma che avrebbe drasticamente ridotto la durata di permanenza negli Usa per studenti e giornalisti stranieri, limitando a quattro anni i visti F e J e a soli 240 giorni quelli per la stampa estera. Il giudice ha definito "eccezionalmente deboli" le motivazioni di sicurezza nazionale addotte dal Dipartimento per la Sicurezza interna, sospendendo la misura a un solo giorno dalla sua entrata in vigore.
Nonostante i rovesci giudiziari, Trump prosegue la sua campagna in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. Durante un comizio a Dallas, il presidente ha rilanciato la promessa di un "dividendo" da 5mila dollari per ogni cittadino adulto americano, condizionandolo però a una vittoria repubblicana sia alla Camera sia al Senato. Restano tuttavia da chiarire le modalità di finanziamento della misura, il cui costo complessivo è stimato in oltre mille miliardi di dollari.